Ricordando la prima guerra mondiale

Paola Gioia, Marco Pizzo, Adriano Santiemma

Abstract


Tra i numerosi effetti che provocò la prima guerra mondiale uno particolarmente rilevante fu il radicale rinnovamento delle metodologie utili a documentarla. La guerra fu vista, seguita e descritta da decine di fotografi, pittori, scrittori che testimoniarono la propria partecipazione al conflitto mediante i più svariati mezzi di espressione: dai documenti alle cartoline, dai giornali di trincea ai quaderni delle scuole del fronte, dalle lettere private ai volumi a stampa di memorie. Non a caso la Grande Guerra è stata letta ed interpretata come l’ultimo atto
della cultura dell’Ottocento e, al tempo stesso, il preludio della moderna contemporaneità.
Delle grandi raccolte di documenti e testimonianze di guerra, costituitesi in Italia tra il 1915 e il 1918, le più importanti e le più antiche sono quelle del Comitato nazionale per la storia del Risorgimento italiano e quella dell’Ufficio storiografico per la mobilitazione industriale. L’Ufficio storiografico nasce alle  dipendenze del Sottosegretariato (poi Ministero) delle armi e delle munizioni nell’agosto del 1916 con il compito iniziale di raccogliere solo gli elementi relativi alla mobilitazione dell’esercito, presto allargato alla raccolta di documenti sulla mobilitazione, intesa come partecipazione alla guerra di tutta la nazione.

Keyword


Fondo storico; Ufficio storiografico; Prima guerra mondiale; Grande guerra; Sottosegretariato ;

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