Gestire il nuovo, conservare l’antico: prologo alla Conferenza nazionale dei direttori delle biblioteche pubbliche statali Napoli 19-20 maggio 2011

Mauro Giancaspro

Abstract


Internet ci rende stupidi? È l’interrogativo, a un tempo titolo di un’interessante opera del giornalista americano Nicholas Carr, recentemente pubblicata, in traduzione italiana, da Raffaello Cortina Editore. Il sottotitolo frena l’impatto un po’ scioccante della domanda, chiarendo: Come la rete sta cambiando il nostro cervello. Ardua una traduzione letterale dell’originale
The Shallows. What Internet is Doing to Our Brains: shallow, infatti, indica ciò che è basso, poco profondo, ciò che, riferito alle imbarcazioni, ha poco pescaggio. Di basso pescaggio, e quindi in superficie , è, secondo le suggestive tesi di Carr, la nostra lettura quando si fa veloce e rapida, correndo a cavallo del computer sulle reti, a differenza di quella profonda, sviluppata con lentezza – a volte studiata lentezza – sulle pagine di un libro cartaceo. “Una volta – scrive Carr – ero un subacqueo nel mare delle parole, Adesso passo a grande velocità sulla superficie, come un ragazzino in acquascooter”.

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Conferenza nazionale biblioteche pubbliche statali

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