Analisi del formato FIT per la conservazione a lungo termine dei manoscritti. Il caso significativo del progetto della Biblioteca Apostolica Vaticana

Stefano Allegrezza

Abstract


La Biblioteca Apostolica Vaticana ha avviato un imponente progetto di digitalizzazione  di  oltre  ottantamila  preziosissimi  manoscritti;  per  la  conservazione nel tempo delle immagini acquisite ha deciso di affidarsi al formato FITS in luogo  dei  più  consueti  formati  immagine  (TIFF,  BMP,  JPG,  etc.).  Si  tratta  di  una scelta  che  a  prima  vista  può  apparire  quantomeno  inconsueta,  dal  momento che il formato FITS è impiegato da oltre trenta anni nel campo astronomico ma,
quasi certamente, non è mai stato utilizzato per archiviare  e  conservare  nel tempo le immagini acquisite a seguito di digitalizzazione.Tuttavia, andando ad analizzare le specifiche del formato si scopre che possiede delle caratteristiche che ne fanno un formato pienamente compatibile con un processo di conservazione digitale. Il presente contributo, prendendo le mosse dal caso concreto del progetto di digitalizzazione della Biblioteca Apostolica Vaticana, si propone di analizzare le caratteristiche del formato FITS per cercare di comprendere se può aspirare a diventare il “formato standard” da adottare nei progetti di digitalizzazione al fine di garantire la conservazione a lungo termine dei patrimoni digitali, già acquisiti o da acquisire, da parte di biblioteche ed archivi.

Keyword


FITS; Flexible Image Transport System; Biblioteca Apostolica Romana; conservazione manoscritti;

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