Archivi d’impresa e documenti informatici

Antonella Bilotto, Gianluca Perondi

Abstract


Premessa
Sui temi della documentazione digitale in area europea e anglosassone, si lavora da tempo, soprattutto nei termini della conservazione a lungo termine e del rischio della sua perdita permanente.
«Sull’argomento si incrociano le riflessioni più generali dell’archivistica e dello sviluppo tecnologico – condivisione di standard e formati ad esempio – a temi più specifici quali il mantenimento dell’autenticità dei documenti nel tempo o
le strategie conservative».
Si sono così portati a termine progetti internazionali estremamente evoluti quali InterPares (International Research on Permanent Authentic Records in Electronic System) 2 con le due fasi (1 e 2) dal 1999 al 2007, fornendo i riferimenti metodologici rispetto all’autenticità, all’affidabilità, alle metodologie produttive e conservative  di  quei  documenti  generati  in  ambienti  digitali  interattivi  e  dinamici  quali  i
settori artistico, scientifico e dell’e-government.
Nonostante le generali e diffuse conoscenze, il raggiungimento di un buon grado di standardizzazione a livello tecnologico e una più generalizzata alfabetizzazione informatica, gli addetti ai lavori discutono oggi in due direzioni. Da una parte la scuola  americano-canadese  di  InterPares  1  e  2 che  si  concentra  sul  filone  della conservazione di lungo periodo non affidata a chi produce i documenti ma, almeno per gli enti pubblici e per quella parte di documentazione “socialmente rilevante”, delegata a grandi istituzioni dello stato. Si arriva così a ipotizzare grandi depositi digitali sul modello del Super Computer Center di San Diego.

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