Per un “sistema” delle biblioteche digitali: codex>bricks

Massimo Bertoncini, Maurizio Tarantino

Abstract


Con l’avvio, alla fine del 2004, del progetto di biblioteca  universale di Google, e  col  susseguirsi  incalzante  di  mosse  e  contromosse  che  hanno  animato  a partire da quella data il mondo delle biblioteche e dell’informazione, il tema del
“digitale” ha assunto per le biblioteche una valenza prima di allora non prevista (e forse non prevedibile). Ma l’elemento che, soprattutto in quest’ultimo anno, si è inserito a complicare ulteriormente il quadro è la sempre più insistente pressione
della “logica” del web 2.0 sul già delicato impianto  organizzativo e concettuale delle biblioteche e più in generale dei “mediatori” culturali. La dimensione culturale nel suo complesso si sta riposizionando in senso olistico, in direzione di processi  comunicativi  interattivi  e  personalizzati.  Questo  orientamento  è  alla  base dell’attuale trasformazione dell’industria dei contenuti dal tradizionale modello a “catena lineare” verso un modello di tipo circolare. Se l’invenzione della stampa ha rivoluzionato  soltanto  la  fase  della  distribuzione  dei contenuti  culturali, e la tecnica fotografica la riproducibilità, seppure limitata, di un solo modo di trasmissione delle immagini, i nuovi media invece impattano su tutti i modi e su tutte le fasi del processo di diffusione della conoscenza, dalla produzione di contenuti culturali,  alla  loro  raccolta  ed  organizzazione  efficace  all’interno  delle  biblioteche digitali, fino alla preservazione, accessibilità e disponibilità dei contenuti in modalità “ubiqua” (anywhere e anytime).

Keyword


Mediatori; Codex; Bricks; BNFrance; Folksonomy; Regione Campania; BNode; TEL; MICHAEL;

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