Digitare la musica Esperienze della Biblioteca nazionale universitaria di Torino

Giovanni Saccani, Maria Letizia Sebastiani

Abstract


L a Biblioteca nazionale universitaria di Torino conserva i fondi musicali di più cospicua consistenza e di maggiore rilevanza storica in Piemonte.
È da segnalare che tale patrimonio musicale è frammentato in una serie di raccolte, dalle più antiche, legate in gran parte  alla  Libreria  ducale  di  casa  Savoia,  a quelle acquisite in anni recenti sul mercato antiquario.
Tra i fondi musicali dell’Istituto un posto di preminenza spetta alla Raccolta Mauro Foà (costituita da 87 manoscritti e 66 opere a stampa) e alla Raccolta Renzo Giordano (comprendente 167 manoscritti e 145 opere a stampa), famosissime fra i musicologi di tutto il mondo 3 . Le due raccolte, l’una  complementare dell’altra, pervennero in Biblioteca per donazione – la prima nel 1927 grazie alla munificenza di
Roberto Foà, la seconda per la liberalità di Filippo Giordano nel 1930, che vollero dedicare i loro doni ai figli morti in tenera età – riunendo le due parti di una collezionemusicale pregiatissima appartenuta al conte genovese Giacomo Durazzo 4 . Il pregio e
l’unicità dei due fondi risultano dalla presenza in essi delle opere in gran parte autografe di Antonio Vivaldi, delle opere di Alessandro Stradella, di rari volumi di intavolatura d’organo tedesca del secolo XVII, di partiture manoscritte e a stampa di Gluck, Haydn, Traetta, Rameau, Favart, Philidor, e di manoscritti e di edizioni a stampa di composizioni italiane e francesi della fine del Settecento e degli inizi dell’Ottocento

Keyword


Raccolta Mauro Foà; Raccolta Renzo Giordano; Riserva musicale; Balletti di corte sabaudi; Codice franco-cipriota

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