La Dichiarazione sull’avvio e lo sviluppo di procedure di deposito volontario delle pubblicazioni elettroniche

Maria Antonia Fontana

Abstract


Perché una «Dichiarazione»
L e  biblioteche  nazionali  europee  sono state da subito consapevoli dell’ineludibile  necessità  di  estendere  alle  pubblicazioni elettroniche l’elenco dei documenti soggetti al
deposito legale. Per sensibilizzare a livello nazionale i portatori
di interesse e fornire gli strumenti terminologici  e  procedurali  ai  singoli  paesi  dell’Unione Europea,  un  gruppo  di  lavoro  formato  da membri  della  Conferenza  delle  Biblioteche
Nazionali Europee (CENL) e dalla Federazione Editori  Europei  (FEP),  alla  fine  degli  anni novanta, lavorò alla redazione di un Codice di comportamento  per  il  deposito  volontario
delle pubblicazioni elettroniche.  Il Codice approvato nel 2000 ha costituito un utile supporto per i progetti nazionali di sperimentazione delle procedure di deposito, e un vademecum  per  la  successiva  codificazione legislativa di quelle stesse procedure. Con riguardo all’Italia, per esempio, il Codice ha
fornito  nel  corso  del  2000  le  linee  guida  per  la sperimentazione  presso  la  Biblioteca  nazionale centrale di Firenze (BNCF) del deposito volontario delle pubblicazioni elettroniche nell’ambito del progetto  nazionale  EdEN  (Edizioni  Elettroniche Nazionali)  voluto  dalla  Direzione  Generale  per  i
Beni  Librari  e  gli  Istituti  Culturali.

Keyword


CENL; FEP; BNCF; EdEN; DGBID; SIAE; Document delivery; IIPC; Harvesting; Biblioteche nazionali; San Francisco; Elsevier; The European Handbook;

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