Biblioteche digitali e musei virtuali

Franco Niccolucci

Abstract


Le biblioteche digitali sono attualmente il fiore all’occhiello delle strategie europee in tema di digitalizzazione e applicazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ai beni culturali. Forse avendo ricevuto nuovo impeto da  pressioni  politiche,  le  iniziative  sulle  biblioteche  digitali  assorbono  ora  la maggior parte del procedente sostegno della Comunità Europea alla ricerca sulla comunicazione del patrimonio culturale, che fino al VI° Programma Quadro finanziava  progetti  tendenti  a  facilitare  l’accesso  dei  cittadini  al  patrimonio contenuto nei musei e siti storici. L’articolo esamina lo stato dell’arte delle tecnologie utilizzabili per i musei virtuali e analizza se esse siano le stesse usate per gestire una biblioteca digitale. Risulta che c’è una vasta area comune, ma i
musei virtuali richiedono un approccio particolare  sostanzialmente differente da quello delle biblioteche digitali. La necessità di comunicare e di mediare i loro patrimoni, coinvolgendo interattivamente il pubblico, caratterizza i musei come diversi dalle biblioteche, e ciò determina differenze sostanziali nella tecnologia interessata. Inoltre,   l’atteggiamento  dei  visitatori  sta  cambiando  verso  nuovi
modelli, più simili ai consumi di massa, che richiedono maggiore attenzione e devono essere affrontati con strumenti nuovi e migliorati. D’altro canto, la tecnologia sembra essere il mezzo di comunicazione più adatto per dialogare con
questi “nuovi” visitatori, che la usano quotidianamente. Tali considerazioni conducono a formulare scenari applicativi sia a breve che a medio-lungo termine. L’articolo conclude che sottostimare il rischio di un progressivo disinteresse per il patrimonio culturale europeo può decisamente impoverire questa componente fondamentale della nostra identità comune.

Full Text

PDF

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.