Applicazioni Digitali per l'Archeologia: il Restauro Virtuale

Massimo Limoncelli

Abstract


Lo sviluppo delle tecnologie informatiche avvenuto negli ultimi due decenni ha portato alla nascita di nuove discipline caratterizzate dall’unione di metodologie e tecniche proprie delle hard sciences a quelle peculiari delle scienze umanistiche; questa sintesi rappresenta, soprattutto nel campo  dell’archeologia e dell’architettura, un aggiornamento dei tradizionali studi sugli edifici e contesti antichi, portando numerose innovazioni nei tradizionali metodi di indagine. Tra
queste nuove discipline si inserisce proprio il Restauro Virtuale; con questa espressione si identificano le metodologie integrate di Computer Graphic, sia bidimensionale che tridimensionale, finalizzate alla restituzione di un bene artistico, archeologico o architettonico nella sua completa, o quasi, integrità.
Il Restauro Virtuale rappresenta oggi una valida opportunità di analisi per archeologi, restauratori e storici dell’arte. Molte opere, infatti, non possono essere sottoposte a restauro, a volte per mancanza di soluzioni tecniche adeguate, a volte a causa di cattivi interventi precedenti, altre volte ancora per carenza di precise documentazioni che consentano di comprendere come l’opera possa essere ricostruita, in altri casi ancora per impossibilità fisica dell’intervento. In digitale è  attualmente possibile disporre della massima libertà  d’intervento per creare ipotesi di restauro per dipinti, affreschi, mosaici ma anche per architetture e oggetti tridimensionali. Attraverso elaborazioni digitali effettuate con programmi di computer graphic è possibile ottenere delle ricostruzioni virtuali a video o in stampa. Il restauro virtuale inizia oggi a trovare spazio nei centri di ricerca universitaria.

Keyword


Archeologia; restauro virtuale;

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