Archiviare la rete: strumenti e servizi Osservazioni a margine del 6° Workshop sul documento elettronico

Giovanni Bergamin, Augusto Cherchi, M. Alessandra Panzanelli Fratoni

Abstract


Biblioteche e archivi sono sempre più consapevoli che l'archiviazione del web è una componente essenziale della loro missione. Mentre il numero di documenti(tra questi anche fonti primarie) disponibili sul web è in crescita esponenziale, molta di questa documentazione è già persa per sempre. La conservazione digitale non è solo un problema tecnologico, ma anche il risultato della collaborazione tra i produttori, gli utenti e le istituzioni della memoria.
“Conservare il digitale” è il messaggio del Workshop sul documento elettronico che l’Anai organizza a Torino dal 2010, che nella sua 6. edizione è stato dedicato al tema della conservazione del web, inteso nella sua interezza e complessità come un patrimonio informativo da selezionare e preservare per il futuro. Al centro della giornata l’esperienza delle biblioteche nazionali di Francia e  Regno Unito, che da anni portano avanti un’attività di web-archiving, interpretata come conseguenza naturale del loro mandato: conservare la memoria identitaria del Paese.
Due casi di studio che permettono di confrontare approcci e soluzioni differenti a partire da istanze comuni, e che nel loro insieme rappresentano un modello autorevole cui guardare da parte dei Paesi (tra cui l'Italia) che non hanno ancora messo in pratica un'archiviazione istituzionale del web.
Il panorama odierno offre un crescente sviluppo di strumenti e servizi di webarchiving, accessibile ad un numero sempre maggiore di utenti, e le istituzioni della memoria possono contare su un'infrastruttura di base. In Italia, ai sensi del D.P.R. 252/2006, è stata attuata una sperimentazione del deposito legale delle pubblicazioni digitali, cui si auspica segua in tempi brevi la realizzazione del regolamento specifico previsto dalla legge.

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